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LUTTI IN MINIERA, NEL 1961 IN VAL D’OSSOLA MORI’ IL VENTUNENNE SALVATORE PUDDU DI SEUI

La chiusura della miniera di “Funde’e Corongiu – San Sebastiano” per la Comunità Seuese non significò la fine dei lutti in galleria. Già da diversi anni erano numerosi i seuesi che avevano lasciato il paese per andare in cerca di lavoro. Tanti andarono in Belgio, Germania, Francia, Svizzera. Altri rimasero entro i confini nazionali e si trasferirono prevalentemente nelle regioni del nord.
Tra questi si trovava Salvatore Puddu (nato a Seui il 29 gennaio 1940, residente a Montescheno – Verbania) che lavorava nella miniera aurifera (pirite auro-argentaria) di Pastarena, frazione di Macugnaga, in Valle Anzasca, nella Provincia del Verbano Cusio Ossola, in Piemonte, dove lavorarono ben 122 minatori sardi. Questo nostro compaesano morì il 13 febbraio 1961 nel Ribasso Morghen, a seguitò ad un’esplosione degli esplosivi in uso nelle gallerie. Assieme a lui persero la vita altri tre minatori, di cui due sardi (Antonio Argiolas di Villanovatulo e Vito Utzeri di Muravera) ed un lombardo (Giovanni Offredi di Taleggio – Bergamo).
A seguito di quella tragedia la miniera di proprietà dell’Ammi (facente capo alle Partecipazioni Statali) fu chiusa definitivamente.
Oggi dell’antica miniera rimangono solamente i ruderi.
Dopo 50 anni dalla tragedia, domenica 13 febbraio 2011, le vittime di questo incidente sono state ricordate con una cerimonia promossa dall’Associazione “Figli della miniera”. Dopo la celebrazione della Santa Messa nella piazza di Pestarena è stata scoperta una lapide in ricordo dei quattro minatori caduti. (Giuseppe Deplano, copyright © 2012, riproduzione riservata).

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